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Il Paradiso …….non può attendere

Dal 19 al 29 settembre 2013, in compagnia di altri 6 amici, ho coronato il sogno della vita di ogni pescatore che si rispetti: a pesca di salmoni in Canada, nella Regione della British Columbia.
Ho fatto anche altri viaggi di pesca all’estero, ma questa esperienza è stata veramente grandiosa! Erano anni che aspettavo questo momento, e sono stati giorni davvero unici, indimenticabili, irripetibili!!!

Tutto è andato per il meglio, abbiamo pescato nelle acque più redditizie al mondo per la pesca dei salmoni del Pacifico. In 5 hanno pescato a spinning e passata (con un fiocco di lana legato sull’amo), io e un altro ragazzo abbiamo pescato sia a spinning sia a mosca. Abbiamo avuto una media di 20-30 allamate al giorno, riuscendo a portare a riva 5-6 pesci, in virtù del fatto che la pesca in British Columbia è permessa con 1 solo amo privo di ardiglione.
Il lodge dove alloggiavamo è in una posizione unica al mondo: direttamente sul fiume migliore, il Campbell River, e come se non bastasse, nel punto più pescoso del fiume: il top del top!!!
Giancarlo, la guida che ci ha accompagnato e la sua famiglia sono stati sempre molto disponibili ad ogni esigenza (anche se in 7 non eravamo pochi da gestire come gruppo), portandoci a fare la spesa, comperare attrezzatura da pesca, affumicare il pescato, consigliandoci per i souvenir di fine vacanza. Siamo stati sempre condotti a pescare nei fiumi e nelle zone migliori che venivano valutate giornalmente in base al meteo ed anche quando abbiamo fatto le escursioni per pescare in altri corsi d’acqua, una “bagnatina” giornaliera nel fiume sotto casa (il Campbell River, appunto) era d’obbligo, visto la  CANADA 216 bellezza e la resa dello spot.
L’attrezzatura che ci è stata fornita era di discreta qualità, ottima per quanto riguarda quella da mosca (con la quale sono stato istruito per affinare il lancio con la canna ad una mano e muovere i primi passi con quella a due mani).

Appena arrivati, i primi 2 giorni abbiamo fatto un po’ di “palestra” con gli ultimi Pink che stavano risalendo dal mare, con i maschi che avevano quasi completato il cambiamento di forma e colore che preclude all’accoppiamento e poi alla morte. Poi sono arrivati gli acrobatici Coho, dei combattenti di prim’ordine che hanno messo a dura prova le nostre lenze, oltre ai maestosi King che ti passano davanti, rasentando la superficie dell’acqua quasi fossero dei delfini.
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A fine giornata non mancava mai il momento goliardico della cena per ricordare le emozioni davanti ad un bicchiere di vino.
Molto interessante è stata la visita ad un vicino incubatoio dove è allestito un museo che racconta la storia del salmone e la sua tutela da parte dei locali per preservarne la specie: da questo punto di vista abbiamo solo da imparare.
Abbiamo pescato in mezzo ad orsi ed aquile, immersi in una natura ed in un ambiente incredibile, che ti fa essere in una dimensione totalmente diversa da quella di tutti i giorni. Anche l’aria che respiri ha un profumo diverso, che ti riporta ad una “primitività” che ormai nei tempi moderni abbiamo perso e chissà mai se ritroveremo.
E’ stata un’avventura forte, ricca di pesci, ma non solo. Anche il lato umano e psichico sono molto coinvolti, sia per il luogo, sia per le persone (Giancarlo, la moglie Susanna e la loro splendida famiglia) con cui condividi quest’esperienza, unica appunto, ma con una gran voglia di riviverla al più presto: chi si vorrà unire è il benvenuto…il Paradiso non può attendere

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Ecco cosa succede se due diavoli della pesca del Team Jaxon escono insieme

Fanno coppia a livello agonistico (……….. nella vita non ancora …..daniela permettendo ……)  ma ecco quello che succede se due mebri del Team Jaxon escono a pesca insieme con il vento , il freddo , il sole e la pioggia   ma niente paura una pioggia di Marmorate (tutte rigorosamnte C&R ) vengono a farsi fotografare ……10407300_868668656535636_4345653232037781516_n 10989745_868667799869055_4771794104600621719_o 11008790_868668159869019_3880941312882998951_n 11120540_868668429868992_347185109221209620_n IMG-20150430-WA0003 11154827_868668019869033_1286357213582846619_o 11174361_868668693202299_9094569855067418951_o 11174457_868667713202397_3778249948698590975_o 11175025_868672516535250_6017819086239702847_n

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Michele e le sue marmorate

Eccoci di nuovo a creare lo spazio per un altro bravissimo agonista “Michele Pederiva”  il quale può essere proprio considerato Il diavolo della pesca  delle marmorate .

Infatti in tanti millantano catture favolose almeno una volta nella vita  ma Michele può farlo molte volte ad ogni stagione , assiduo frequentatore del Piave riesce a trovare gli stimoli per alzarsi due ore prima dal lavoro quasi ogni giorno e riesce dove tanti provano a catturare la regina del fiume quasi sempre.

Questo dimostra che nella pesca la fortuna forse conta qualcosina ma nel suo caso è la tecnica,l’esperienza e la conoscenza dei luoghi a fare la differenza , difatti nella sua attrezzatura sono sempre presenti Minnows di grande taglia ( alcuni fatti a mano da preziosi amici alcuni come il nostro Ferox) che difficilmente si trovano nella cassetta del comune pescatore .

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Lapland 2014 rane e popper

Lapland 2014

Come ogni anno i progetti per il viaggio nascono appena dopo la chiusura della pesca , quindi tra ottobre e novembre parte la ricerca dell’ispirazione .

Il progetto 2014 nasce dalla mia amicizia con Piero Ometto owner della societa BigFish Sweden che gestisce un lodge di pesca sulla sponda del famosissimo Sibbo Lake. Tra le varie chiacchiere Piero mi confida di aver preso un piccolo lodge in alta svezia, per in un lontano futuro creare un lodge di pesca anche in Lapponia.

Mi racconta del posto e io mio offro come cavia per testarlo con un gruppo di pescatori, lui mi concede tale possibilità non senza prima avvisarmi del fatto che nel lodge manca l’acqua corrente , che il bagno è il classico bagno nordico cioè all’aperto, che manca la corrente se non all’occorrenza un piccolo generatore e che il posto è popolato da milioni di zanzare.

Contatto il gruppo proponendo la Lapponia e segnalando i vari disguidi del lodge ma tutti rimangono entusiasti della proposta Wild , per cui parto per l’organizzazione del viaggio.

Anche questa volta il viaggio è complicato e lungo , riesco a raggiungere uno degli aeroporti più vicini al posto Lulea con 3 voli (francoforte, stoccolma , lulea) …………….da dove affittiamo una macchina per fare altre 3 ore di viaggio.

Purtroppo per un disguido la macchina non è sufficientemente grande per caricare tutti noi ( i soliti Nicola , Stefano, Gianni e Giorgio) e tutto quello che abbiamo con (tubo e valigie) per cui perdiamo un paio di ore per trovare la soluzione che alla fine risulta essere un grosso trailer ,non si finisce mai di imparare sempre pensare tutti i vari problemi…

Partiamo quindi verso il Nord e avendo tardato molto rispetto al tabella di marcia realizziamo subito che la luce sarà la nostra compagna di avventura, infatti dopo circa 3 ore e mezzo tra fiumi , laghi e piccole cittadine arriviamo ad Arjeplog verso le 23 ed è chiaro come in Italia alle due del pomeriggio.

Qua al locale negozio di pesca riusciamo a lasciare il trailer e agganciare al gancio traino le due barche , precedentemente affittate , sulle quali carichiamo tutto e ci avviamo alla ricerca del lodge su una stradina bianca, distrutti a mezzanotte troviamo finalmente il lodge e ci buttiamo in letto anche se c’è luce a giorno…

Come mi succede tutti gli anni , anche se stanco riesco a dormire solo alcune ore , penso sia un po’ lo stress di organizzare il tutto , per cui alle 5 sto già pescando sulle rive di uno dei due laghi localizzati davanti al lodge Labbas lake e Rappen lake.

Dopo la colazione caliamo le barche sul lago Rappen e cominciamo a scoprirlo , i due laghi sono però un po’ diversi dai classici laghi svedesi sono infatti tipici laghi di montagna con fondo sabbioso o a sassi senza tanti erbai e canneti, inoltre si alternano fondali bassissimi a enormi profondità.

Fatichiamo a capire come pescare siamo attrezzati per lucci ma girando per il lago vediamo attività diversa , è Giorgio a capire come pescare o meglio cosa pescare , il lago infatti è pieno di Temoli Artici anche di grossa taglia, montiamo quindi piccoli rotanti e salviamo la giornata riuscendo tutti a prendere diversi temoli , alternati a qualche luccio .

In finale di serata io e Giorgio rientriamo mentre i tre trovano una baia con canneti e con un po’ di fortuna trovano una finestra di attività con lucci a Jerk.

La casa che ci ospita è essenziale e poco pratica ma comunque il grande problema del posto non è l’assenza di acqua ed energia ma il miliardo di zanzare presenti sul nostro portico ed in casa , neanche 5 zampironi accesi contemporaneamente riescono a tenerle lontane , giriamo infatti con cappelli a zanzariera e guanti ma vengo ugualmente mangiato vivo , infatti devo ricorrere ad un cortisonico.

Ci consoliamo a sera con Giorgio che ci cucina alla griglia alcuni temoli della giornata una vera prelibatezza.

L’indomani non volendo pescare praticamente solo temoli sondiamo un lago diverso , quindi su le barche e via con la macchina sul lago Hornavan il più grande della regione . Partiamo con il sole e ci dividiamo con le due barche , fortuna vuole che io e Giorgio ci infiliamo in una serie di baie dove troviamo una super finestra e Giorgio con un rotante mi stampa 5 lucci di seguito prima che io riesca a catturare due lucci a streamer e popper a mosca . Uscendo da queste baie ci incontriamo con gli altri che sono stati meno fortunati catturando solo temoli, proviamo a risalire il fiume che entra nel lago ma incomincia a piovere per cui rientriamo alla macchina con pioggia, freddo e coda fra le gambe.

Il secondo giorno la stanchezza si fa sentire e la pioggia ci costringe a rientrare al lodge presto e quindi tutti vanno a letto presto tranne io e stefano che decidiamo di andare nonostante la pioggia in avanscoperta a provare alcuni laghi con erbai a acqua bassa vicino a casa, quella sera non peschiamo niente ma intravediamo le potenzialità dei laghi con alcune cacciate a galla super.

Terzo giorno e terzo lago diverso il Labbas lake non lontano da casa , in questo caso siamo un po’ più fortunati e riusciamo a trovare zone con lucci e zone con temoli a seconda del proprio ambiente ed in alcuni punti come vicino ad un fiume che entra nel lago troviamo l’ambiente ideale per lucci, temoli , persici ed addirittura alcune trote di lago.

Questo lago rimarrà famoso perché e qui che io e Giorgio riusciamo a schiavettare il motore della barca , toccando un grosso sasso , sul quale siamo inoltre rimasti incastrati a ponte con la barca al punto che Giorgio è costretto a scendere per disincagliare la barca rimandendo però solo in mezzo al lago come se camminasse sulle acque vedi foto. Dopo aver risolto fortunatamente il problema decidiamo di rientrare prima con l’obbiettivo di andare tutti insieme a provare i laghi provati la sera prima da me e stefano.

Quella sera rappresenta la svolta del nostro viaggio passiamo 4 ore di pura follia con una serie infinita di cacciate a galla con rane e popper riusciamo anche a catturare pesci di taglia dei 94-95 e un paio di metri persi ma soprattutto emozioni a ripetizione , finalmente a letto super felici.

Il giorno dopo visto la riuscita si ritorna qua e la mattinata giriamo a piedi una parte di lago continuando a catturare come la sera prima. Si decide quindi nel pomeriggio di spostare le barche in questi laghi e di continuare qua i successivi giorni, che ci regaleranno tre giornate piene di catture , doppia cifra per tutti , inoltre ogni tanto incappiamo in banchi di persici che ci regalano catture in serie , con alcune taglie veramente super.

La tecnica di pesca in questa situazione con acque molto basse è stata praticamente tutta top water con rane ( ottime quelle dalla Jaxon ) e popper ( ottimi Rocket popper della Abu e Splasher Sebile), alternate in alcune situazioni in cui gli erbai erano troppo folti con D&S crank della sebile e Magic Swimmer soft perfetti per sondare i super erbai (praticamente passano ovunque) e anche con alcuni spinner bait Pro Shad finesse.

In questo caso non potendo usare Jerk e visto gli spot ho utilizzato la canna da spinning ed in particolare la Rocksweeper Nano Spin 802M 10 /40 gr ottima sia per gestire esche da luccio ma anche piccoli rotanti per i persici. Tutte le esche di superficie lanciate in pieno erbaio e poi recuperate a strappi facevano letteralmente esplodere l’acqua mentre le altre esche andavano gestite in mezzo alle alghe e ed erbai sotto la superficie. Per quanto riguarda i persici invece una volta individuati cadevano su piccoli rotanti o minnow, ma capitava anche di vederli attaccare popper da luccio senza nessun problema.

La sensazione è che queste acque non abbiano mai visto nessun pescatore , infatti i pesci non sono assolutamente smaliziati alcuni lucci attaccano anche 4-5 volte l’artificiale fino a essere catturati, infatti qua ci siamo solo noi , le renne che ogni tanto troviamo sulle rive o sulla strada , qualche gallo cedrone e anche un alce femmina con il suo piccolo.

Rimaniamo ogni giornata fuori fino a mezzanotte visto la luce , fermandosi solo per i pasti o qualche svago tipo tiro alle uova con il fucile ad aria compressa sparse per il bosco.

Tirando le somme forse questo è il viaggio più wild mai fatto , molto divertente e vario da ripetere appena possibile .

Nel frattempo siamo già online per il prossimo viaggio …………….Finlandia.

 

 

 

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La passione va oltre la giovane età

imageNon è assolutamente facile essere giovani , anzi molto giovani ed avere la passione per la pesca ed in particolare modo per la pesca a spinning ,questo  perché significa alzarsi sempre  prestissimo  che quando si è giovani come Mauro significa molte volte non andare a dormire ma arrivare direttamente in campo gara o al ritrovo col compagno di turno.

 

 

Mauro  detto El Bocia  non ha problemi a mettersi in gioco perché la sua passione per la pesca va oltre l’essere giovani  e quindi non si fa mai mancare lo spazio per la pesca .

Agonista Fin da molto giovane  sta pian piano inserendosi tra i più bravi di questa disciplina  , infatti ha già al suo attivo un piazzamento sia podio ai campionati italiani di Spinning esche rigide nel 2013 .

Grande utilizzatore di alcune marche distribuite dal Diavolo della pesca  come ad esempio alcune esche artificiali della Jaxon  o alcuni rotanti della Pontoon21.

In questo angolo racconteremo le sue esperienze.

 

 

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Faccio gli ultimi due lanci con il Ferox

Lunedì di pasquetta  nel primo pomeriggio decido di andare a fare due lanci , passeggio lungo il fiume per un po’  fino a quando arrivo vicino ad una lanca con una buca profonda  dove  so con certezza che ci sono pesci di taglia ma purtroppo è occupata da un pescatore con canna a fondo decido quindi di continuare e tornare dopo .

Dopo circa mezza ora  mi ritrovo  di nuovo in quella buca e comincio a sondarla  con un artificiale  di buona taglia  12 cm ma che allo stesso tempo grazie alle sue caratteristiche mi permette di raggiungere buone profondità .

Provo e riprovo ma niente decido di fare i famosi ultimi due lanci, però cambio tipo di recupero con recupero e pause ed improvvisamente  una botta incredibile  mi fa pensare ad un grosso luccio ma dopo poco capisco che non è così, infatti capisco e vedo che è una grossa marmorata che nel dibattersi quasi si slama ma fortunatamente la riferro  e di nuovo le ancorette  fanno presa .

Ora però ho di nuovo un problema le sponde sono alte e sono solo come faccio a salparla ?

La riesco a portare vicino a riva  e  liberandomi velocemente di tutto mi sdraio e allungandomi riesco ad avvicinarmi a lei sul bordo e rischiando il tutto per tutto la avvicinò con il  filo in mano e riesco a opercolarla .

80 cm di pura marmorata catturata con un Ferox da 12 cm .

 

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